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Una selezione di brocardi latini, utili per comprendere il linguaggio giuridico:

  • Rideo advocatum qui patrono egeat.
    Mi fa ridere l'avvocato che ha bisogno di un difensore. (San Girolamo)

  • Qui in iure suo utitur naeminem laedit.
    Chi agisce nell'esercizio di un proprio diritto, non lede nessuno.

  • Boni iudicis est lites dirimere.
    E' compito del buon giudice di por termine alle liti (decidendole).

  • Prior in tempore, potior in iure.
    Prima cronologicamente, più forte giuridicamente. (Massima che rientra nelle Regulae iuris del Digesto)

  • Silent... leges inter arma.
    Quando ci sono le armi le leggi tacciono. (Cicerone)

  • Do ut des.
    Ti do perché tu mi dia. (Paolo, Digesto, 19,5,5) 

  • Escusatio non petita, culpa manifesta
    Scusa non richiesta, colpa manifesta 

  • De se confesso non creditur super crimine alterius.
    Chi confessa un delitto non è credibile sui delitti che attribuisce ad altri.

  • Aeris confessi rebusque iure iudicatis XXX dies iusti sunto. Post deinde manus iniectio esto. In ius ducito.
    In caso di riconoscimento del debito in giudizio o di condanna pronunziata, vi saranno trenta giorni fissati dalla legge [per l'adempimento].
    Dopo tale termine abbia luogo la cattura [del debitore].
    Venga condotto davanti al magistrato. (La legge delle XII Tavole, Tabula III, 1, 2)

  • ex est araneae tela, quia, si in eam inciderit quid debile, retinetur; grave autem pertransit tela rescissa.
    La legge è come una ragnatela: se vi cade qualcosa di leggero essa lo trattiene, mentre ciò che è pesante la rompe e scappa via. (Valerio Massimo)

  • Paterna paternis, materna maternis.
    Beni del padre ai parenti del padre, i beni della madre ai parenti della madre. (norma giuridica medievale)

  • Iniuria illata iudici videtur ipsi regi illata.
    L'aggressione fatta al giudice è come se fosse fatta al re.

  • Ubi lex voluit. Dixit. Ubi noluit. Tacuit.
    Dove la legge ha voluto, si è pronunciata, dove non ha voluto, non si è pronunciata. (modo di dire)

  • Actor debet venire instructior quam reus.
    L'attore deve andare in giudizio più preparato del convenuto.

  • Solve et repete.
    Paga, poi chiedi la restituzione. (formula giuridica)

  • Incohatio delicti.
    Inizio dell'esecuzione dell'attività criminosa. (termine giuridico)

  • Quod sine die debetur, statim debetur. 
    Il debito senza scadenza, resta debito  

  • Fides scripturae est indivisibilis.
    Una scrittura fa fede per intero. E quindi non si può darle credibilità solo su alcuni punti.

  • Legis virtus est imperare, vetare, permittere, punire.
    Proprietà della legge è di comandare, vietare, consentire, punire.

  • Cum sunt partium iura obscura reo favendum est potius quam actori.
    Quando le ragioni delle parti non sono limpide, bisogna favorire il «convenuto» piuttosto che l'«attore».  

  • Qui tacet non utique fatetur; sed tamen verum est eum non negare.
    Chi tace non sempre confessa; però è pur vero che non nega.

  • Bonae fidei non congruit de apicibus iuris disputare.
    Non risponde a buona fede il cavillare sulle sottigliezze del diritto.

  • Clausulae insolitae indicunt suspicionem.
    Le clausole insolite sono sospette.

  • Advocatus diaboli.
    Avvocato del diavolo.

  • Summum ius, summa iniuria.
    Massima giustizia, massima ingiustizia. (Cicerone)

  • Nulla poena sine lege.
    Nessuna pena (venga inflitta) senza una legge. (Digesto)

  • Dissoluta negligentia prope dolum est.
    Una sregolata negligenza è quasi dolo.

  • Impunitas semper ad deteriora invitat.
    L'impunità invita a delitti peggiori.

  • Testibus, non testimoniis creditur.
    Si crede ai testimoni, non alla testimonianza.

  • Transactio est timor litis.
    La transazione è paura della lite. 

  • More uxorio.
    Come se fosse un matrimonio.

  • Lex est araneae tela.
    La legge è come la tela di un ragno. (Valerio Massimo)

  • L

  • Dignitas delinquentis peccatum auget.
    L'elevata posizione del reo aumenta la gravità del reato.

  • Iudex damnatur ubi nocens absolvitur.
    Quando il colpevole è assolto, è condannato il giudice. (Publilio Siro)

  • Adducere inconveniens non est solvere argumentum.
    Portare eccezioni non è mai risolvere la questione.

  • Leges bonae ex malis moribus procreantur.
    Le buone leggi nascono talvolta dai cattivi costumi.

  • Summum ius summa iniura.
    Perfetta giustizia perfetta ingiustizia. (Cicerone)  

  • Errantibus, non dormientibus, iura succurrunt.
    Il diritto viene in soccorso di coloro che errano, non di chi dorme.

  • In utroque iure.
    In entrambi i diritti.

  • Corruptissima republica plurimae leges.
    Le leggi sono moltissime quando lo stato è corrottissimo. (Tacito)

  • Testi unus testis nullus.
    Un solo teste nessun teste.

  • Lex est araneae tela, quia, si in eam inciderit quid debile, retinetur; grave autem pertransit tela rescissa.
    La legge è come una ragnatela: se vi cade qualcosa di leggero essa lo trattiene, mentre ciò che è pesante la rompe e scappa via.